La recensione di Écomusée d’Alsace

Tra le colline alsaziane, al confine tra Svizzera e Francia, in un’area lontana da centri abitati ma facilmente raggiungibile tramite una strada di grande comunicazione, sorge l’Ecomuseo d’Alsazia. La struttura si presenta fondamentalmente come un antico borgo rurale dell’inizio del XX° secolo.

Abitazioni, cappelle, botteghe sono state riprodotte fedelmente, in tutti i loro aspetti architettonici, negli arredi e negli oggetti contenuti, che sono perlopiù autentici, grazie anche alle donazioni di singoli privati. Tutti gli edifici presenti sono visitabili e in alcuni momenti della giornata è possibile assistere a scene di vita quotidiana dell’epoca e a dimostrazioni di antichi mestieri come il fabbro, il fornaio o il maniscalco.

La struttura è prevalentemente didattica e le uniche attrazioni che possono essere paragonate a quelle di un classico parco tematico sono costituite dai “tour” su mezzi dell’epoca, come il calesse trainato dai cavalli, il carro dei contadini o la barca che percorre il fiume che attraversa il parco da est a nord. In quest’ultimo caso, il traghettatore ha anche la funzione di guida e racconta, nel silenzio e nella calma della palude che si attraversa, alcune curiosità sulla flora e la fauna del posto.

Alcune specie di animali possono anche comparire improvvisamente dall’acqua o tra le piante, come i simpatici castori. La barca può fungere anche da mezzo di trasporto in quanto chi sale da uno dei due imbarcadero presenti nel parco deve comunque scendere all’altro, situato praticamente dalla parte opposta.

La mappa che viene fornita all’ingresso, che funge anche da dépliant illustrativo, a nostro giudizio potrebbe essere migliorata aggiungendo soprattutto i luoghi di “partenza” dei tour sopraccitati.

Purtroppo le informazioni su queste attrazioni mancano quasi totalmente. Per il tour in barca sono indicati i due punti di partenza ed il numero massimo di persone per giro ma non sono indicati gli orari (riportati su un cartello esposto nei pressi degli imbarcadero), mentre per sapere da dove parte il giro in calesse abbiamo dovuto chiedere “al volo” alla ragazza che lo guidava mentre giravamo per il parco. Fortunatamente il villaggio comprende vie e piazze individuabili dai nomi riportati anche sulla mappa, per cui è piuttosto semplice orientarsi.

All’interno del parco si trovano anche diverse sale riunioni/centri convegni, un hotel e due ristoranti tipici che, da quello che abbiamo potuto vedere dal listino prezzi esposto, non sono proprio alla portata di tutti.

Punto ristoro più economico sembra essere il panificio che propone, naturalmente, più che altro panini e focacce. Non avendo comunque mangiato in nessuno dei suddetti locali, il nostro giudizio si basa però solo sull’apparenza e non possiamo valutare la qualità dei cibi.

A qualche centinaio di metri dall’Ecomuseo si trova un altro parco divertimenti, il Parc du Petit Prince.

Le due strutture hanno ideato una sorta di partnership, probabilmente per farsi pubblicità reciproca, e per i visitatori dell’Ecomuseo d’Alsazia è possibile accedere al Parc du Petit Prince tra le 15 e le 18 al prezzo speciale di 10 euro. Il trasferimento da un parco all’altro può essere effettuato tramite il servizio gratuito di Shuttle o a piedi.

La visita al parco, forse anche per la scarsa informazione riguardo alle varie dimostrazioni (che sono comunque solo in lingua francese), nel nostro caso si è svolta in meno di 3 ore, sebbene abbiamo saltato la visita di alcuni edifici ed evitato di avventurarci per una vasta area situata oltre il fiume, costituita quasi esclusivamente da sentieri e campi, e che probabilmente avrebbe richiesto almeno un’altra ora del nostro tempo.

Secondo noi, soprattutto per chi ha intenzione di fare una visita in giornata, visti i tempi brevi necessari per effettuarla, una mossa astuta che permette di visitare entrambi i parchi e di risparmiare qualche euro a persona potrebbe essere quella di iniziare la mattina dal parco dedicato al personaggio del celebre romanzo di De Saint-Exupéry, per poi usufruire dell’offerta “opposta” a quella appena descritta, che permette di accedere all’Ecomuseo per soli 5 euro a persona e della quale abbiamo già parlato nella recensione del Parco del Piccolo Principe.

Il parco è carino, gli ambienti riprodotti sono molto realistici e sembra veramente di essere trasportati in un’altra epoca, ma rispetto ad altre strutture simili presenti in Europa, la scarsità delle informazioni di cui abbiamo parlato in precedenza rende la visita abbastanza caotica, oltre che essere obiettivamente troppo cara se l’ingresso avviene a prezzo pieno. Per i bambini, in particolare, se non opportunamente coinvolti dai genitori (o da eventuali altri accompagnatori) temiamo che la visita possa rivelarsi un po’ monotona.

Dalla mappa/dépliant che viene fornita all’ingresso, si nota che il parco ospita durante l’anno diverse esposizioni e festival e dà spazio ad iniziative didattiche. All’uscita del parco è possibile fare acquisti presso un negozio di souvenir, il cui attraversamento è obbligato dal percorso.

© Giovanni Vita e Silvia Forghieri

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