Era solo questione di tempo, perchè le prospettive sono quelle di un business enorme, ma finalmente anche il sempre più numeroso pubblico di fede vegana potrà entrare all’interno di un parco di divertimenti salutista ed eticamente sostenibile. Ad iniziare, come sempre, sono gli Stati Uniti. La popolazione vegetariana, ma soprattutto vegana, ha raggiunto infatti numeri tali da giustificare uno dei maggiori investimenti – in prospettiva – della storia dei parchi di divertimento nel mondo. Anche perchè questa tipologia di pubblico, sempre più informato e consapevole, sta progressivamente abbandonando le mete del divertimento tradizionali quando non in linea con la loro mission. E quindi era necessario correre ai ripari.
Forse non tutti infatti sanno – ma non certo i cultori del “vegan style” – che, ad esempio, il grasso utilizzato per lubrificare i cuscinetti delle ruote delle carrozze dei rollercoaster non è affatto sintetico come si potrebbe pensare, ma invece proviene dalla lavorazione delle cartilagini dei suinetti macellati a soli 70 giorni di vita per produrre, ad esempio, la famosa porchetta di Ariccia o il porceddu sardo. L’alta resistenza di questo grasso alle altissime temperature causate dalla velocità delle piccole ruote dei rollercoaster, infatti, lo rende ideale per attrazioni come – solo per citare un esempio – “Shaman” a Gardaland o “Katun” a Mirabilandia.
Ma questa è solo la punta dell’iceberg, perchè se vogliamo essere onesti, moltissime attrazioni tipiche dei parchi di divertimento richiamano allo sfruttamento degli animali e l’esempio più concreto e sotto certi aspetti anche inquietante, è dato dall’icona stessa del luna park e delle strutture del divertimento: la Giostra Cavalli.
La rappresentazione dello sfruttamento del popolo equino per soddisfare i supposti fabbisogni ludici di grandi e bambini assurta addirittura a simbolo di gioia e magia è in effetti un vero e proprio affronto per chi ha fatto dell’amore e del sacro rispetto per gli animali una ragione di vita.
Si sta dunque creando un vero e proprio spazio di business che la Anheuser-Butcher, nuova compagnia controllata dalla famosa Anheuser-Busch In Bev, che nel 2009 ha venduto tutti i suoi parchi di divertimento – Sea World compresi – al Fondo Blackstone, vuole occupare rientrando di prepotenza nel mondo del divertimento. Il progetto, anticipato solamente ieri in tarda serata ai Media mondiali, verrà presentato domani, 2 aprile 2017 durante una Conferenza Stampa che si svolgerà a New York nel corso di Veggie Pride Parade (http://www.veggieprideparade.org/).
Le informazioni a riguardo sono molto scarse, ma qualcosa è trapelato: il primo parco dovrebbe sorgere a Orlando (Florida) con un investimento che dovrebbe sfiorare i 500 milioni di dollari. Sarà completamente “Vegan” nella Ristorazione e sarà impedito con rigorosi controlli all’ingresso l’eventuale introduzione da parte degli ospiti di alimenti proibiti quali hamburger di manzo, chicken nuggets, alette di pollo, ciccioli, cotechini o quarti di bue (anche surgelati), oltre naturalmente a qualsiasi tipo di pesce.
Per quanto riguarda le attrazioni, la classica Merry-Go-Round non avrà più i cavallini ma – ipotizziamo – potrebbe prevedere che gli ospiti si mettano a cavalcioni di una zucca (ottima tematizzazione anche in previsione di Halloween), di una carota, di una banana o di una brassica oleracea (conosciuta anche come Cavolo-Rapa). Per quanto riguarda i rollercoaster, questi verrebbero tutti sostituiti dagli skiingcoaster, che scivolerebbero su pattini in Teflon di Seitan eliminando in questo modo le famigerate ruote.
Per quanto riguarda le cosiddette Dark-Ride, ancora non si hanno notizie precise, ma voci di corridoio parlano dell’acquisto di una licenza speciale addirittura dalla Disney per potere realizzare una versione eco-compatibile di “It’s a Small World”, dove tutte le bamboline rappresentanti i bambini del mondo sarebbero realizzate con cartapesta riciclata da cartone riciclato proveniente a sua volta da carta riciclata. Si tratterebbe di una vera e propria Dark-Ride, inoltre, perchè non sarebbe previsto lungo il percorso – in nome del risparmio energetico – alcun tipo di luci. Il nome dell’attrazione dovrebbe essere “It’s a Dark World”. Geniali quelli della Anheuser-Butcher…
In sostanza, se alla sua apertura nel 2019 il parco avrà il successo auspicato dagli investitori, l’apertura di un Vegan Park anche in Europa – e, perchè no, anche in Italia, dove i vegetariani sono già il 7% – non sarà più solo un sogno, ma una solida realtà.
Leggi l’articolo originale Nel 2019 verrà inaugurato il primo parco di divertimenti “Vegan” nel mondo su Parksmania.


