A distanza di diversi anni dalla prima recensione, siamo tornati a visitare il Parco Safari delle Langhe di Murazzano, a pochi chilometri da Cuneo. Il parco è alla sua seconda stagione dopo il cambio di gestione avvenuto nella primavera del 2017.
La struttura è rimasta pressochè immutata: la zona animali presenta una parte semi-pedonale a cui si accede con le auto ma si può scendere e passeggiare tra recinti e gabbie degli animali, mentre la parte safari vera e propria è percorribile esclusivamente in auto e pullman. L’area ristoro ospita invece il capannone dell’area espositiva, il playground, la nuova area delle tartarughe giganti ed i servizi igienici.
Ad un primo impatto la struttura in generale può sembrare trascurata ma basta prestare un po’ di attenzione ai particolari per notare che il personale è molto attento alla cura degli animali ed alla pulizia. Rispetto alla vecchia gestione, le prime cose che saltano all’occhio sono il nuovo logo del parco e l’orario di apertura continuato (fino a qualche anno fa, la parte animali osservava una pausa pranzo di due ore).
Durante la nostra visita abbiamo avuto modo di parlare con Tiberio Forin, direttore della struttura, che ci ha anche offerto una visita backstage alla zona acquario/rettilario al momento chiusa per restyiling. La stuttura è stata ampliata rispetto alla precedente ed è stata allestita un’area coperta per le tartarughe giganti, collegata all’apposita aera esterna costruita da poche settimane, in modo che le testuggini possano passare liberamente dalla zona esterna a quella interna e riscaldata.
Ormai siamo quasi al termine della vostra seconda stagione. Se dovessimo fare un bilancio, come sono andate le cose, rispetto alle vostre aspettative?
Il bilancio è assolutamente soddisfacente. Abbiamo cambiato ed aggiornato il metodo di comunicazione, sfruttando soprattutto i social per comunicare eventi, nuove nascite e curiosità sul parco. Abbiamo inoltre abilitato la possibilità di acquistare i biglietti online e stiamo notando che circa il 50% dei nostri ospiti predilige questo metodo di acquisto. Notiamo che la clientela è contenta. I visitatori si trovano in questo ambiente semplice ma rilassante che non genera nervosismi né reclami e si crea un buon rapporto con il pubblico. Le aspettative che avevamo sono state rispettate, unica pecca, a causa di un incidente di percorso, il non aver creato una buona comunicazione con le scuole, ma su questo stiamo già lavorando per recuperare il tempo perso.
Come dicevamo nell’articolo, ad un primo impatto la struttura sembra ferma agli anni ’80/90 ma guardando con più attenzione si nota subito l’impegno che state mettendo per risollevare la struttura. Com’è stato l’impatto iniziale, cosa avete fatto fino ad oggi e cosa avete in programma per il primo futuro?
Effettivamente quando una persona arriva, il primo impatto è quello di un giardino zoologico, sul quale ci sono pareri contrastanti. C’è chi vorrebbe tutto fiori e prati all’inglese e chi invece vorrebbe che tutto restasse immerso nella natura, quindi erbe, fiori e piante di vario tipo.
La nostra idea sarebbe quella di creare delle aree, tipo la nuova area delle tartarughe, sitemando le strutture ma senza deturpare l’ambiente naturale e soprattutto senza togliere piante e vegetazione. Volutamente infatti non abbiamo tagliato l’erba nell’isola delle tartarughe, perché saranno loro a limitare la crescita della vegetazione.
In pratica l’idea è quella di conservare la natura all’interno di un ambiente naturale.
Siamo consapevoli che dobbiamo crescere, imparare ancora molte cose e predere esempi positivi da altri, mantentendo però la nostra identità. In futuro vorremmo creare una zona dedicata ai pappagalli, ma al momento stiamo riscontrando delle ostilità da parte degli enti di riferimento che sembrano non credere nei progetti presentati. Quest’anno inoltre ci sono nate 5 linci.
Leggi l’articolo originale Parco Safari delle Langhe: il Report di visita su Parksmania.













