Si dice che non sempre tutte le ciambelle riescono col buco, ma anche le mele non scherzano affatto! Questo fin dall’inizio della Storia dell’Umanità, con Eva, che qualche sventura a causa di una mela se l’è creata. Ma anche in tempi molto più recenti il “frutto proibito” è riuscito a mantenere la sua sinistra fama di catalizzatore di guai. Non ci troviamo più nel biblico Eden, ma il protagonista della nostra storia, al pari della capostipite del genere umano, è un personaggio altrettanto leggendario nel suo campo specifico; quello del mondo dei parchi di divertimento.
Torniamo dunque un po’ indietro nel tempo, quando nel settembre 1975 a Spilamberto (MO), all’interno di uno dei capannoni della Park Style di Tamagnini Armando & Co, il nostro protagonista stava portando a compimento le prime fasi della formatura dello stampo della mela da riprodurre in tre esemplari per il Brucamela, l’attrazione che egli stesso aveva progettato per il parco di Fiabilandia.
Era ormai sera e Armando Tamagnini, artista e scenografo che all’età di 35 anni vantava già una brillante carriera nel settore delle giostre, insieme ai suoi collaboratori si trovava ancora al lavoro. E qui inizia la nostra storia, che potrebbe avere questo incipit: “C’era una volta… Un Re! diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta una… mela”. Ma c’era una volta nel senso letterale del termine, perchè l’altra protagonista della storia, la mela in… polpa e semi, già quella sera non c’era più.
Se infatti Carlo Lorenzini – alias Collodi – avesse fin da subito eliminato dalla scena il suo pezzo di legno, Pinocchio non sarebbe stato creato e Mastro Geppetto probabilmente si sarebbe risparmiato tanti problemi. Quei problemi che invece Mastro Armando, come vedremo, ha dovuto affrontare e risolvere. (…) Leggi l’intero articolo.
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